I RAGAZZI DELLA Valle

LA RISERVA

NATURALE DEI

Monti Rognosi

I Monti Rognosi costituiscono un esteso gruppo di rilievi collocato a nord-ovest di Anghiari, la cui cima più alta (Monte della Croce) arriva a 680 m s.l.m.. La Riserva si sviluppa sul Poggio Pian della Croce (630 m s.l.m.), lungo il versante destro del torrente Sovara, un affluente del Tevere. La perimetrazione interessa per la maggior parte il territorio del Patrimonio Agricolo-Forestale regionale, con una minima porzione, nella zona del Conventino, di proprietà privata. Nonostante l’appellativo poco invitante, i Monti Rognosi rappresentano un comprensorio naturale molto interessante, caratterizzato dall’affioramento di un particolare tipo di rocce conosciute come ofioliti: gabbri, basalti e serpentiniti, deposte dai vulcani sul fondo di un antico mare, portato alla luce dai movimenti orogenetici che hanno formato l’Appennino.

Su queste rocce si è sviluppata una peculiare vegetazione e un caratteristico paesaggio, desolato e nudo a prima vista, ma ricco invece di emergenze botaniche e faunistiche. Tra le molte caratteristiche specie floristiche, merita citare la presenza di Odontarrhena Bertolonii, Asplenium cuneifolium, Minuartia laricifolia subsp. ophiolithica, Armeria denticulata, Thymus striatus var. ophioliticus, Stipa etrusca e Stipa tirsa. Notevole anche il contingente di orchidee. La gariga delle serpentine è stata oggetto, fin dagli anni ‘20 del Novecento, di una massiccia opera di forestazione con pino nero e pino marittimo. I rimboschimenti, utili un tempo per dare lavoro alla manodopera locale, hanno però comportato una drastica riduzione degli habitat ofiolitici originari, le stazioni residue sono quindi oggetto di un’attenta tutela.

 La posizione di questi rilievi, tra la Valtiberina e la città di Arezzo, ne ha fatto dei luoghi di transito importanti. In epoca romana la via Ariminensis, di collegamento tra Arezzo e Rimini, passava da Ponte alla Piera e attraversava i Monti Rognosi fino al Passo della Scheggia, proseguendo poi verso Arezzo. Nei secoli questo tracciato è rimasto quasi immutato ed è stato frequentato fino a tempi recenti dai pastori durante la transumanza delle greggi verso i pascoli della Maremma, tanto che nel Medioevo era conosciuto come “strada maremmana”. Lungo questo antico percorso sono sorti importanti insediamenti come i castelli di Montauto e di Castiglion Fatalbecco. Il potere feudale era molto radicato in tutta la zona dei Monti Rognosi, che rimase a lungo politicamente autonoma, fino all’annessione del territorio al Granducato di Toscana. Presso il torrente Sovara è situato il Conventino, un convento di suore agostiniane, oggi di proprietà privata, risalente probabilmente al XIV secolo, punto di sosta lungo la strada che collegava Sansepolcro al Castello di Montauto. 

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